Coltivate lucciole!

Se, abitando in un paese di campagna – in città non c’è quasi più speranza, ma potete sempre provarci –, desiderate offrire alle lucciole un ambiente accogliente cominciate seminando fiori loro graditi come tarassaco, lavanda, gelsomino margherite e campanule, piantate piccoli cespugli in cui le femmine possano trovare riparo, non falciate il prato troppo basso, per non uccidere le larve, coltivate rigorosamente bio, non illuminate troppo la notte e lasciate acqua a disposizione, ad esempio creando un laghetto artificiale (ne esistono prefabbricati, vanno bene anche molto piccoli) che con un paio di ninfee abbellirà anche il giardino. Vi ringrazieranno con le loro affascinanti lucine e vi faranno così sapere che vivete in un ambiente ancora sano anche per voi.

Le lucciole sono piccoli coleotteri della famiglia Lampyridae, che vivono per due anni in uno stadio larvale nutrendosi di altre larve e lumache. Sono quindi utili perché eliminano parassiti sgraditi a chi possiede un giardino. Verso la fine della loro esistenza i maschi divengono insetti adulti muniti di ali e in grado di volare fino a circa un metro dal suolo, mentre le femmine in età adulta hanno ali meno sviluppate e solitamente rimangono a terra, fra i cespugli. La luce intermittente, emessa dal maschio di solito fra le 22 e mezzanotte, viene notata dalla femmina che si illumina con una luce fissa. Questo permette al maschio di vederla e raggiungerla.

Questa luce che le lucciole sono in grado di produrre rappresenta un fenomeno detto “bioluminescenza”. Si tratta di luce fredda, non calda come quella delle nostre lampadine, che viene prodotta dalla parte terminale dell’addome, una zona bianca/trasparente, grazie ad una sostanza fotogena, la luciferina, che viene trasformata dall’ossigeno in ossiluciferina grazie ad un catalizzatore chimico specifico. Un tempo le campagne rilucevano di lucciole e ricordo ancora le calde sere estive degli anni Cinquanta, quando mio padre accompagnava me e mia sorella lungo i binari della ferrovia Novara – Biella (dove non passava alcun treno serale), Andavamo a “guardare le lucciole”. Allora erano ovunque. Inquinamento, eccessiva illuminazione, pesticidi hanno decimato le lucciole, che hanno bisogno del buio per potersi riprodurre. Solo individuando la “lucina” fissa il maschio riesce a trovare una partner per la riproduzione. Nelle città, oggi totalmente illuminate, lo “sky glow” l’illuminazione artificiale del cielo, fa sì che nessuna lucciola femmina possa più accalappiare un maschio. Le luci sono ovunque, quale sarà quella giusta? Questo si chiede il povero animaletto, svolazzando senza più speranze. Dai tempi in cui da bambina, “andavo a cercarle” la cementificazione è più che raddoppiata. Le lucciole hanno bisogno di cespugli e prato per sopravvivere e rischiano l’estinzione divenendo così uno dei simboli della perdita di biodiversità e della regressione del paesaggio naturale esattamente come le api. Ma ancora pochi si preoccupano per loro. Aiutatele ,offrendo loro una parte del vostro giardino.

Noi del Mulino sull’Orsei viviamo, a Quarna (VB), ai margini di un bosco scuro e si, purtroppo alcune zone del nostro giardino sono per sicurezza illuminate. Ma i cespuglietti e il prato sono lasciati al buio. E sono questi luoghi che le lucciole sanno trovare, gli anfratti in cui le femmine possono rendersi visibili ai maschi. La lucciola della foto di copertina, ad esempio, è immersa in un buio cespuglio di salvia.

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